Passeggeri
Il mio secondo lavoro è con una signora molto anziana. Lo faccio per necessità ma è molto più piacevole dell'altro. Stare con una persona anziana è per me un privilegio, lei senza nemmeno saperlo, mi insegna tantissimo, ma non sulle cose da "fare", anzi mi dice sempre che so fare molte più cose di quante ne abbia mai dovute fare lei, mi riempie di complimenti e non ci sono abituata. Se lo facesse chiunque altro mi irrigidirei, mi ritrarrei ma con lei no; lei li fa con amore, sono pure e genuine le sue parole, e anche se un po' mi imbarazzo, le sorrido e accolgo. Mi ricorda quando mia nonna mi diceva "brava piccia" ed io ero felice. Purtroppo poi non ho più sentito queste parole per tutta la vita praticamente, e me le sono dimenticate.
La signora quando mi vede è felice, mi racconta che quando era bambina e viveva nel suo paesino, vivevano tutti insieme inclusi i nonni e non c'erano anziani soli né bambini che non si sapeva come tenere, perché la famiglia si aiutava. Racconta che il suo medico arrivava a cavallo! E gli preparavano sempre qualcosa per ringraziare che fosse venuto a casa con solerzia. Io sto le ore ad ascoltarla, per me gli anziani sono letteralmente dei viaggiatori del tempo, nascono in un mondo e approdano in un altro e quello che hanno da raccontare di questo viaggio è preziosissimo. Oggi purtroppo gli anziani sono considerati per la maggior parte "un peso" e non un patrimonio, vengono lasciati soli, chiusi nelle rsa, zittiti e tutto questo è davvero qualcosa di orribile.
Lei dice che la vita è diventata un'altra cosa e che ora è molto brutta, gli fanno pena i suoi figli e nipoti, perché devono vivere correndo dietro a mille cose inutili e trascurare quelle davvero importanti. Lei è vedova perciò vive sola, e dice che ai suoi tempi non sarebbe rimasta sola perché avrebbero pensato a farla vivere con un figlio, "ma ora è un altro mondo e non ci si può fare niente" mi dice rassegnata. Un'altra cosa di cui mi parla spesso è il tempo che le resta. Ha oltre 90 anni e mi dice che sicuramente sono pochi gli anni che avrà a disposizione, lo dice con occhi sereni ma commossi, chissà cosa pensa...
Il tempo è una cosa che sottovalutiamo tantissimo, non sappiamo quanto staremo qui eppure non ci importa niente, tante persone sprecano il loro tempo prezioso appresso a stupidaggini ed obiettivi futili, mentre andrebbe coltivato ciò che fa bene al nostro cuore e alla nostra anima. Già perché, una persona non è un corpo, ma un anima in viaggio per mezzo di esso. E noi badiamo spesso solamente al "fuori" e per pensare a questo trascuriamo tutto il resto.
Lei mi insegna che i rapporti con la famiglia, il tempo speso in casa con le persone che amiamo è tutto ciò che ci resterà quando non potremo più girare inutilmente a vuoto come facciamo ora. Io sono sola da così tanto tempo che quando la guardo è inevitabile pensare "cosa farò da anziana?"
Ma noi siamo qui ora. Dobbiamo agire nel presente affinché il futuro sia migliore.
Quindi la mia riflessione è questa: se non siamo felici dobbiamo fare tutto il possibile per diventarlo prima di diventare anziani, perché non si può e non si deve vivere una vecchia infelice o in solitudine. Perché gli anziani sono come bambini, ed i bambini devono essere felici e sereni. E per felicità non intendo quella materiale ma spirituale. Certo bisogna assicurarsi sostentamento e un tetto,quello sicuramente, ma a parte questo nient'altro di materiale ha importanza.
Mio figlio ora dice che starà sempre con me, ma la vita va diversamente e lo sappiamo tutti quanti. I figli crescono e se ne vanno, come è giusto che sia, devono vivere la loro vita. Ma se li avremo educati bene, non ci lasceranno mai totalmente, specie sapendo che stiamo da soli.
Il tempo. L'unica cosa in grado di mettermi paura. Qualcosa di impalpabile, ingovernabile, inarrestabile, un'incognita completa, un mistero. Gli anziani sono macchine del tempo e grazie a loro possiamo capire tanto di questo mistero. Vanno rispettati ed amati fino all'ultimo loro respiro.
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